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VerdiTerre

Pillole di Monococco

LA STORIA E LE ORIGINI DEL GRANO MONOCOCCO (Triticum Monococcum)


La coltivazione e la domesticazione delle specie vegetali, tra cui il grano monococco (T. monococcum ssp.
monococcum) ha consentito all'uomo di passare da una vita nomade ad una vita stanziale e, in questo modo la possibilità che all'interno dei primi gruppi di uomini stanziali non tutti dovessero dedicarsi al procacciamento di cibo, ponendo così le basi per la nascita delle società. 
Questo è proprio quello che è successo con T. monococcum, che è stato il primo cereale domesticato dall'uomo (Salamini et al. 2002). 


Il suo progenitore selvatico, T. monococcum ssp aegilopoides (o T. boeoticum) cresce ancora oggi nelle zone centrali della Mezzaluna fertile. 

Semi di T. monococcum ssp. aegilopoides, risalenti al Neolitico (12.500 anni fa) sono stati trovati assieme a semi rotondi di T. monococcum risalenti a 10.500 anni fa, per cui questa scoperta rappresenterebbe un chiaro indizio di domesticazione del cereale (Salamini et al., 2002). 

Essendo il grano monococco il primo cereale domesticato, la sua storia si intreccia con la nascita delle prime comunità stanziali. Purtroppo questo forte connubio tra società umana e grano monococco si è interrotto nel tempo... La coltivazione del grano monococco è stata largamente diffusa per quasi 6000 anni.

Il grano monococco era sicuramente coltivato nelle vallate alpine dell'Italia almeno fino al 3000 a.C. e

rappresentava un componente sostanziale della dieta dell'uomo del tempo. 

Questo è emerso anche grazie al ritrovamento di Ötzi, l'”uomo dei ghiacci”, il cui cadavere è stato ritrovato perfettamente conservato nel ghiacciaio del Similaun, in alta Val Senales, il 19 settembre 1991 e vissuto, secondo la datazione effettuata col radiocarbonio 14, tra il 3550 e il 3300 a.C..
Al momento della morte Ötzi indossava una mantella di paglia di grano monococco, mentre all'interno
dell’intestino sono state trovate tracce di un prodotto sfarinato a base di grano monococco, segno che comunque nella zona era coltivato (Pogna et al., 2009).

All’inizio dell'età del bronzo, (circa 1900 a.C.), tuttavia, la coltivazione del grano monococco, che per oltre 7000 anni era stato il cereale principale dell'alimentazione dell'uomo nell'ambiente mediterraneo, venne gradualmente abbandonata. 

Al suo posto entrò il farro (T. turgidum ssp. dicoccum), che fu il cereale per eccellenza fino alla
seconda metà del XVI secolo, quando questo ruolo venne assunto dal frumento duro (T.turgidum ssp. durum) e dal frumento tenero (T. aestivum). Il motivo principale fu la resa, che nel farro era superiore a quella del grano monococco, sia a causa delle maggiori dimensioni delle cariossidi, sia per il fatto che, a parità di spighette per spiga, nel farro i fiori fertili per spighetta sono due. 

Tuttavia, mentre la coltivazione del farro si è conservata fino ai giorni nostri, la coltivazione del grano monococco si è persa quasi totalmente, anche se non è mai scomparsa del tutto.